Inquinamento atmosferico: un danno per il nostro cervello

inquinamento atmosfericoL’inquinamento atmosferico purtroppo non nuoce solo ai polmoni e al cuore, ma anche al cervello, soprattutto nei primi mesi di vita. É questa l’amara conclusione alla quale è  giunta la Dott.ssa Lilian Calderón-Garcidueñas, dell’Università del Montana nello studio pubblicato sulla rivista amercana Jama Psychiatry.

Polveri ultrasottili e idrocarburi politici aromatici sono stati individuati come tossici anche per i neuroni. Queste sostanze agiscono come distruttori endocrini, ovvero capaci di modificare l’assetto ormonale dell’organismo soprattutto nei neonati aumentando così il rischio di malformazioni alla nascita. Non si esclude che possano avere una parte di causa nell’insorgenza di psicosi e demenze precoci.

Numeri altrettanto rilevanti sono quelli che riguardano le morti per inquinamento atmosferico nella regione europea OMS: 600.000 l’anno (fra indoor e outdoor). I costi per sostenere tutto ciò sono altissimi, quasi un decimo del PIL della regione. Solo in Italia parliamo di 97 miliardi l’anno (cifra ottenuta sommando i costi sanitari con la perdita di produttività).

La qualità dell’aria migliora, ma ancora troppo lentamente per non comportare rischi per la salute. Se per l’inquinamento outdoor possiamo fare poco come singole persone, possiamo invece fare molto per quello indoor. Ventilare bene la casa con un impianto di ricambio d’aria sicuramente porterà a un miglioramento della qualità della vita perchè elimina gli inquinanti indoor, riduce la formazione di muffe e l’aria sarà più ricca di ossigeno.

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