Qualità dell’aria nelle scuole europee

areggiare bimbo malatoIn molti stati membri della UE esistono politiche e vere e proprie leggi che regolano la qualità dell’aria nelle classi scolastiche e negli asili. In molti paesi sono regolamentati i limiti massimi accettabili per alcuni fra i più comuni inquinanti aerodispersi indoor. A dirlo è uno studio condotto dall’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS).

La legislazione non è omogenea tra i vari stati membri e perciò anche i limiti di accettabilità sono assai diversi: basti pensare, ad esempio, che i livelli massimi accettabili di CO2 consigliati nelle aule variano da 1000 ppm a 1500 ppm.

La scarsa ventilazione e l’aria stantia nelle aule scolastiche è un problema comune ad alcuni paesi europei durante la stagione invernale; questo si riscontra in special modo nelle regioni ad alto-medio reddito del sud-est europeo dove in molti edifici scolastici manca il riscaldamento. Valutare la reale situazione in tutta la Regione Europea OMS è però difficile per la mancanza di un approccio metodologico comune e la carenza di dati dalle nazioni a basso reddito.

Le recenti indagini hanno rilevato livelli di formaldeide conformi alle linee guida dell’OMS sulla qualità dell’aria indoor, ma nelle aule di alcuni paesi sono stati rilevati alti livelli di altri inquinanti chimici originati da fonti interne come benzene, COV e IPA. Purtroppo la mancanza di dati per molti paesi a reddito medio-basso non consente una generalizzazione dei risultati per tutta la Regione, ma si può dire che la prevenzione nell’esposizione ad agenti chimici inquinanti in alcuni paesi dell’UE dimostra l’efficacia degli interventi politici.

Nella tabella sotto riportata, si possono individuare le medie riscontrate di alcuni dei più pericolosi inquinanti aerodispersi che sono state rilevate nelle scuole dei vari paesi. come si può notare, l’Italia espone i propri bambini a ratei di inquinamento piuttosto alti. La popolazione, in particola modo i bambini, va protetta dall’inquinamento per evitare che peggiorino patologie già in atto o che diventino ipersensibili agli inquinanti o, peggio,  malati. I costi umani (malesseri e riduzione della prospettiva di vita) ed economici (il servizio sanitario nazionale deve accollarsi i costi crescenti per patologie croniche come asma, riniti allergiche, ….) di questa cattiva situazione sono enormi.

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La maggior parte dei paesi hanno norme sulla minima e/o massima temperatura dell’aria nelle scuole. Purtroppo però, la mancanza di riscaldamento centralizzato in molti edifici nei paesi dell’Europa sud-orientale ad alto-medio reddito associa al disagio per la bassa temperatura una scarsa ventilazione e una elevata umidità durante la stagione fredda.

Da un’indagine in 5 paesi risulta che l’abitudine al fumo di tabacco nei bambini aumenta con l’età e che si fuma anche a scuola.