Radon il killer silenzioso!

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Il radon è un gas molto pesante, pericoloso per la salute umana se inalato. Infatti uno dei principali di rischio del radon è legato al fatto che accumulandosi all’interno di ambienti chiusi diventa la seconda causa principale di tumore al polmone.

Il radon proviene nella maggior parte dei casi dal terreno dal quale fuoriesce e si disperde nell’ambiente. Questo elemento in generale, ha una grande volatilità e inerzia chimica: per cui, difficilmente reagisce con altri elementi, e tende a risalire in superficie.

Dal radon è possibile difendersi attraverso la messa in atto di azioni di risanamento e prevenzione a livello degli edifici, che non possono prescindere dall’esecuzione di un adeguato monitoraggio ambientale e da una corretta informazione al cittadino sulla natura del rischio e sulle azioni di tutela. L’ingresso del radon in un edificio avviene generalmente dal suolo sottostante, utilizzando la porosità del terreno. Esso penetra nei locali di abitazione, raggiungendo i piani superiori, attraverso crepe e giunti nei pavimenti, i cavedi, le colonne montanti di acqua e fogna, ecc.,

LA PREVENZIONE

Per limitare gli effetti deleteri del radon sarà necessario adottare tecniche preventive che tendano a depressurizzazione del suolo, a ventilare i vespai, a sigillare le possibili vie d’ingresso in fondazione.
All’interno delle abitazioni invece la cosa fondamentale da fare è arieggiare con un’efficace ventilazione forzata dotata di ottima filtrazione dell’aria. 

come il radon entra in casa nostra

fonte: Natural Resources Canada

Per capire quale soluzione sia più adatta, è opportuno tenere monitorato in maniera continuativa il livello di radon nell’edificio con strumenti alla fine molto semplici.

Ed eccoci in Italia, dove al contrario di quasi tutti i paesi europei, non esiste attualmente una normativa nazionale o regionale sul radon negli ambienti domestici.

 Alcune regioni, come il Veneto, la Puglia e il Trentino Alto Adige,  si sono mosse per stabilire almeno un limite massimo di concentrazione di radon, oltre il quale è necessario intraprendere azioni di rimedio.
Il tutto quindi è rimandato al cittadino al quale si raccomandano misurazioni di radon annuali.

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