Muffa all’Università del Maryland, muore una studentessa da adenovirus

Muffa all’Università del Maryland, muore una studentessa da adenovirus

 

Università del Maryland muore una studentessa da adenovirus

Morire per una patologia correlata a una muffa.

È successo nell’università del Maryland, negli Usa. Olivia Paregol aveva 18 anni ed era una matricola. Secondo la stazione televisiva CBS WJZ-TV, la giovane era nel suo primo semestre di college. A stroncarla è stato l’adenovirus, un virus che attacca le vie respiratorie. Diversi studenti avevano segnalato la presenza di muffa nelle camere del dormitorio universitario ed era stato risolto il problema. Per la Paregol, però, era troppo tardi, quel virus l’ha uccisa.

La bonifica dei dormitori

Durante le operazioni di miglioramento dei dormitori, gli studenti, oltre 500, erano stati trasferiti in dimore temporanee. Durante le operazioni di bonifica delle stanze è stato anche usato un deumidificatore che è servito per accelerare le operazioni: per eliminare la muffa ci sono comunque voluti due mesi e mezzo.

Gli adenovirus solitamente causano raffreddore ma non è escluso che possano cagionare gravi patologie, come nel caso purtroppo di Olivia.

La muffa e gli effetti sulla salute

E’ dimostrato che l’esposizione alla muffa e/o umidità domestica si associa alla maggiore prevalenza di sintomi respiratori, asma e danni funzionali respiratori. Le muffe in buona sostanza, sono funghi microscopici che durante la loro crescita producono particelle di forma sferica di piccole dimensioni (spore) che si disperdono nell’aria principalmente in estate e in autunno. Possono crescere sia all’interno che all’esterno delle abitazioni.

Misure per ridurre l’esposizione

  • assicurarsi che i muri esterni, le fondamenta, i sottotetti e l’attico siano isolati e ben ventilati
  • cercare di mantenere all’interno dell’abitazione un’umidità inferiore al 50%
  • assicurarsi che non vi sia terra o altro materiale che possa drenare l’umidità a diretto contatto con i muri della casa
  • non usare tappeti o moquette in zone con alta umidità come bagno, cucina, lavanderia
  • non lasciare i vestiti stesi ad asciugare per molto tempo in ambienti chiusi poco ventilati
  • cercare di eliminare fenomeni di condensa che spesso sono causa di umidità; in presenza di condense è consigliabile aerare frequentemente l’ambiente
  • eliminare le macchie di muffa
  • assicurare la corretta manutenzione di umidificatori e condizionatori e del sistema di ventilazione meccanica, in particolare delle bocchette esterne e dei filtri
  • pulire regolarmente le guarnizioni dei frigoriferi; vuotare e pulire frequentemente le vaschette dell’acqua nei frigoriferi autosbrinanti
  • limitare il numero delle piante ornamentali (le muffe possono essere aerodisperse quando le piante sono reinvasate, spostate o annaffiate, e comunque aumentano l’umidità ambientale)