Pollini

Cosa sono i pollini?
Il polline è una componente essenziale nel ciclo di vita degli organismi vegetali più evoluti che hanno sviluppato la capacità di produrre semi. È un contaminante biologico che, come altri, viene trasportato attraverso l’aria contribuendo ad una cattiva qualità dell’aria indoor (IAQ); può essere una delle maggiori cause dei giorni persi al lavoro e a scuola, dovuto principalmente a reazioni allergiche.
Il polline è la cellula riproduttrice (gametofito) maschile che viene diffusa dalle piante e trasportata dagli insetti, animali e dal vento per fecondare l’apparato riproduttore femminile di un’altra pianta della stessa specie. È considerato una sostanza allergenica tipicamente outdoor, ma grazie alla sua grande capacità di diffusione e trasporto e alla proprietà di rimanere sospeso a lungo nell’aria, viene considerato anche un inquinante indoor. I granuli di polline hanno dimensioni microscopiche tali da non essere visibili ad occhio umano (comprese tra 15 e 200 µm).

Quali sono le fonti dei pollini?
Poiché il polline proviene principalmente dalle piante esterne, i livelli indoor sono generalmente molto più bassi rispetto a quelli outdoor. Il polline può penetrare negli ambienti confinati attraverso porte, finestre e fessure, oppure depositato su abiti, scarpe e animali domestici.
I pollini che più comunemente si trovano in atmosfera sono l’espressione della flora delle diverse aree geografiche, ma soprattutto delle piante ad impollinazione anemofila, cioè quelle che liberano grandi quantità di polline durante il periodo di fioritura.
Tra le famiglie vegetali implicate nella allergia al polline (detta anche pollinosi) vi sono:

  • Le graminacee (frumento, segale, orzo, gramigna, logliarello) che pur con le variazioni dovute alle condizioni climatiche, presentano solitamente un picco di fioritura stagionale tra maggio e giugno, ma con un periodo di fioritura che va da marzo a settembre.
  • Le oleacee (olivo, frassino), che hanno periodi di fioritura tra aprile e luglio.
  • Le betullacee (betulla, ontano), che hanno una pollinazione tra febbraio e maggio.
  • Le salicacee (salice, pioppo), che presentano una fioritura compresa tra febbraio e aprile.
  • Le platanacee (platano), con periodi di fioritura che vanno da febbraio ad aprile.
  • Le fagacee (faggio, castagno, rovere, leccio, quercia), con periodi di fioritura compresi tra marzo e maggio.
  • Le urticacee (parietaria), che sono spesso causa di manifestazioni allergiche tra aprile ed ottobre. Condizioni climatiche particolarmente calde, come si verifica nel sud Italia, ne ampliano il periodo di fioritura rendendola quasi perenne.
  • Le composite (assenzio, margherita, girasole), che presentano periodi di fioritura da agosto ad ottobre.

Quali sono gli effetti sulla salute?
L’effetto sanitario principale dovuto all’esposizione ai pollini è l’allergia. La pollinosi si manifesta nelle persone allergiche quando la concentrazione del polline nell’aria raggiunge una determinata soglia. Nella stagione dei pollini si susseguono le fioriture di diversi tipi di piante che determinano la comparsa dei caratteristici sintomi in periodi abbastanza ben delimitati: rinite, congiuntivite, tosse, dispnea, asma.
In Italia il periodo maggiore di pollinosi è la primavera ed è dovuta principalmente alle graminacee che determinano il tipico quadro della “febbre da fieno”. Si manifesta con starnuti e rinorrea (secrezione nasale sierosa), prurito alla gola ed al palato e spesso con la rinite si manifesta anche la congiuntivite.

Come ridurre l’esposizione?
Ovviamente è impossibile evitare qualunque contatto con il polline ma tramite alcuni accorgimenti si può ridurre l’esposizione negli ambienti confinati durante la stagione pollinica:

  • Viaggiare in auto con i finestrini chiusi.
  • Chiudere le finestre quando la densità pollinica è massima ovvero al tramonto ma anche nelle giornate ventose, calde (25°-30° C) e con un’umidità relativa del 60-90%.
  • Tenere le finestre chiuse o aprirle solo tra le 22.00 e le 04.00.
  • Nei periodi di massima fioritura, preferire la ventilazione tramite sistemi di condizionamento a quella naturale.

Fonte: APAT