
Dove mandiamo a scuola i nostri figli? Il 25% delle aule ha la muffa, il 28% ha finestre rotte.. E’ vero che sono i contenuti a determinare la qualità dell’istruzione. Ma in alcuni casi non basta. Non basta se si è costretti a cambiare aula ad ogni ora, perché quelle esistenti non sono sufficienti per tutti gli studenti e perciò sono stati stabiliti dei turni.
Parliamo per esempio del liceo Petrocchi di Pistoia dove anche il cortile è transennato da mesi, per il rischio di crolli dal tetto. Come se non bastasse l’odore di muffa e quello di fogna sono talmente invadenti che l’aria lontano dalle finestre è irrespirabile. La preside del liceo non ha dubbi: “i ragazzi non meritano tutto questo. La scuola non lo merita, perché gli insegnanti ce la mettono tutta e non è giusto che si lavori in queste condizioni.“
La muffa non solo è antiestetica e può generare cattivo odore, ma può creare problemi respiratori, infiammazioni o reazioni allergiche. Nei casi più seri può sopraggiungere l’asma soprattutto ai bambini e gli adolescenti che vivono in ambienti malsani.
La muffa è tossica e cancerogena perché attraverso le sue spore rilascia tossine pericolose per la salute a causa delle sostanze chimiche in esse contenute come i chetoni e gli alcoli.
Non solo nelle strutture datate è presente questo problema, anche nelle strutture appena inaugurate sono subito sorti problemi di muffa e umidità.
Quindi ci si interroga su un altro quesito: quanto importante è la progettazione di un edificio?
Alcuni numeri delle ultime statistiche effettuate:
- 55,6% (pari a 26.290 edifici) non è stato progettato con normativa antisismica;
- 54,1% (pari a 25.582 edifici) non dispone del certificato di conformità;
- 53,3% (pari a 25.229 edifici) non possiede il certificato di relazione geotecnica;