L’Istituto Superiore di Sanità condivide interessanti raccomandazioni sul ricambio d’aria in casa e negli uffici. Dagli impianti di ventilazione alla pulizia regolare dei filtri. Dalla… Leggi tutto »Coronavirus: consigli per gli ambienti chiusi
L’Agenzia Regionale per la Protezione dell’Ambiente e l’Assessorato regionale all’Ambiente ed Energia, organizzano 4 incontri in Friuli Venezia Giulia per conoscere il Radon, i suoi… Leggi tutto »Arpa FVG: 4 incontri per conoscere il Radon
Chi di voi, almeno una volta, non ha mia imprecato al grido di “maledetta muffa!”?
La muffa si diffonde attraverso la produzione di spore finissime, le quali vengono poi disperse nell’aria arrivando ad attaccarsi su diverse superfici. Il modo migliore per contrastarla è capire perché si presenta.
Quando in un’abitazione si verificano fenomeni interni superficiali di condensazione o formazione di muffa, i fattori che possono esserne alla base sono essenzialmente due:
inadeguato isolamento termico della struttura
elevata concentrazione di umidità
Quindi se l’involucro dell’edificio non è isolato in maniera sufficiente, si possono creare delle zone a temperatura bassa sulla superficie interna delle strutture. Lo stesso problema si può avere in caso di mancata o scarsa correzione dei ponti termici.
Elevate concentrazioni di umidità dovute ad esempio al brusco abbassamento della temperatura per lo spegnimento dell’impianto delle ore notturne, alla scarsa ventilazione o all’insufficiente ricambio d’aria, favoriscono la formazione di muffa e condensa.
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