Uno studio realizzato dalla Joint Research Centre della Commissione europea e dall’Organizzazione mondiale della sanità ha identificato le principali fonti di inquinamento atmosferico urbano in tutto il mondo.
Grazie all’analisi del particolato di 51 città (PM10 e PM2,5), il traffico è risultato la principale fonte di inquinamento atmosferico, responsabile di un quarto delle polveri sottili nell’aria.
Traffico (25%): i veicoli, oltre alle loro emissioni, inquinano anche tramite l’usura dei freni, della frizione e degli pneumatici;
fonti non specificate di origine umana (22%): particelle secondarie di origine umana;
combustione domestica (20%): legna, carbone, gas e combustibile per cucinare o per riscaldare;
polveri e sali naturali (18%);
attività industriali (15%): qui troviamo combustioni dovute principalmente alla combustione di petrolio, carbone e le emissioni di diversi tipi di industrie (metallurgica, ceramica, farmaceutica..).
L’importanza di capire da dove deriva l’inquinamento atmosferico e determinante per pensare a una soluzione. Certo non è facile. Se pensiamo che in Cina hanno vietato ai ragazzi delle scuole di giocare all’aria aperta…
Muffa in casa? Umidità alle stelle? La tecnologia ha fatto passi da gigante per migliorare la qualità dell’aria interna. Vediamo come il progresso ci aiuta a vivere meglio in casa.
La muffa può costituire un problema in ambienti chiusi che per loro collocazione o funzione sono soggetti ad umidità, come cantine e bagni. Le spore delle muffe causano diversi problemi se inalate: alcune di queste creano infiammazioni e lesioni polmonari soprattutto nei bambini.
Le case moderne, in un’ottica di risparmio energetico, utilizzano porte e finestre sigillate. Di conseguenza la mancanza di ossigeno, umidità in eccesso, condense e le errate abitudini di riscaldamento e di ventilazione della casa fanno da terreno fertile alla muffa.
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Partiamo subito da una definizione: la muffa è un agglomerato di funghi pluricellulari capace di ricoprire superfici e di riprodursi per mezzo di spore. La muffa può costituire un problema in ambienti chiusi che, per loro collocazione o funzione, sono soggetti ad umidità, come cantine e bagni.
Oltre al danno visivo (vedere la muffa in casa non è mai bello) le spore della muffa causano potenti allergie, rilasciano tossine che se inalate creano infezioni e lesioni polmonari.
Ma il problema della muffa è sempre esistito?
Il problema della muffa è nato nel momento in cui si è iniziato a parlare di risparmio energetico: le case moderne infatti hanno porte e finestre sigillate per poter risparmiare energia. Di conseguenza la mancanza di ossigeno, umidità in eccesso, condense e le errate abitudini di riscaldamento e di ventilazione della casa fanno da terreno fertile alla muffa. Quando il vapore acqueo contenuto nell’aria trova una superficie a temperatura più bassa questo si trasforma in acqua. Più il tempo di permanenza della condensa è prolungato e maggiore è il rischio che questa si trasformi in muffa.
Gli inquinanti ambientali possono avere effetti devastanti sulla salute dell’uomo, con l’aggravante che se parliamo di bambini i danni si ripercuotono fino all’età adulta. Tabella… Leggi tutto »Inquinanti ambientali: gli effetti sulla salute
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